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vertice italia-francia

Nel grande piazzale della prefettura di Lione gli inni di Mameli e la Marsiglese suonati all’arrivo dei due presidenti sigillano la solennità di un vertice intergovernativo tra Francia e Italia che (forse) segna un punto di passaggio nelle storiche relazioni tra i due paesi. Si stringono accordi che sembravano lontani (Fincantieri-Stx), si getta acqua sulle frizioni nel caso Tim-Vivendi, ma soprattutto – ed è questo forse il dato politico più significativo – si gettano le basi per un rilancio dell’Europa, in un momento in cui le forze centrifughe antieuropeiste fanno breccia anche nella fortezza della Germania. Il presidente Emmanuel Macron e il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, lo dicono chiaro nella conferenza stampa: siamo insieme per dare forza al processo di riforma dell’Europa. «Sull’Ue abbiamo un progetto ambizioso e lanceremo già da Tallin (domani al consiglio europeo, ndr) le iniziative del gruppo degli amici della rifondazione per portare avanti un’agenda Ue di iniziative» dice Macron, e Gentiloni dice senza dubbi che ora è il momento «dell’ambizione», anche per le condizioni favorevoli che vanno dalla ripresa dell’economia alla diversa percezione degli effetti di Brexit, molto inferiori ai timori. Prima scherza un momento, il premier italiano («in Italia rifondazione ha un significato particolare…»), ma certamente condivide in pieno «lo slancio europeista» lanciato da Macron due giorni fa con il discorso della Sorbona, dove ha appunto parlato di «rifondazione» di un processo, tutto da definire, con i paesi «amici» che vogliano fare il percorso insieme. Con un occhio sempre alla Germania, naturalmente, e di questo si parlerà domani a Tallin, a margine della cena di lavoro. Europa, dice Gentiloni (e Macron ugualmente) rappresenta un impegno sulle politiche migratorie comuni, stesse regole sul diritto di asilo e una complessa e articolata collaborazione economica, dove l’accordo Fincantieri-Stx (raggiunto «dopo qualche incomprensione» riconosce Gentiloni, presenti i ministri dell’Economia Pier Carlo Padoan e dello Sviluppo, Carlo Calenda, i più attivi sul dossier) rientra come spirito, la volontà cioè di costruire un grande player mondiale di marca europea, che tuteli gli interessi di entrambi i paesi e dia corpo ad una più ampia prospettiva di collaborazione militare. Condivisione europea anche sul tema delicato della Libia: si confermano gli impegni sulla road-map e le decisioni assunte in sede Onu la scorsa settimana: l’Italia è in prima linea per la stabilizzazione del paese – in particolare con il ministro dell’Interno, Marco Minniti, presente a Lione assieme ai colleghi della Difesa, Roberta Pinotti e degli Esteri, Angelino Alfano - anche con interessi e obiettivi non sempre coincidenti con la Francia, che oltre al tema del monitoraggio delle rotte dei migranti, specie in Niger e Ciad, si concentra soprattutto nel contrasto alle cellule terroristiche.

So301 borse DADI donna GABS 0086 G3 STUDIO PRINT Dadi a mano S0301 X G000030T2 Dentro il vertice ufficialmente non entra il dossier Tim-Vivendi, di cui si occuperà oggi il comitato di Palazzo Chigi – dopo il rinvio “diplomatico” di due giorni fa – ma certamente è un argomento che rientra nelle relazioni bilaterali. «Capisco il collegamento a livello di attualità, perché se ne sta discutendo nel mio Paese, ma Vivendi-Telecom è vicenda molto diversa da Stx-Fincantieri. Sono aziende private a cui chiediamo solo rispetto delle leggi italiane e delle regole europee, in Italia come in Francia» dice Gentiloni, e Macron puntualizza come sia «essenziale che gli operatori rispettino i diritti, sia Telecom che le società francesi, si ragioni in modo intelligente e costruttivo, si facciano sinergie rispettando le partnership industriali e vorrei che i nostri partner sviluppino uno spirito di cooperazione in modo da mantenere competitività comune. Vanno costruite alleanze non per farci concorrenza domestica ma per proiettarsi sul mercato mondiale. Dobbiamo essere modesti, tra Telecom e altri si tratta di player privati, non abbiamo mezzi per vincolarli, ha capitali privati. Non è politica di Stato». Il vertice è stato anche l’occasione per la firma di due accordi, uno per SkyMed e il lancio di due satelliti, e l’altro tra Avio e Arianespace per la produzione e la fornitura di altri 10 lanciatori Vega.

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